Un intarsio e le corde

Bundle-klein1Dagli intarsi di Fra Damiano da Bergamo presso lo Château de la Bastie d’Urfé, ricostruiti al Metropolitan Museum of Art di New York, proviene l’immagine di questo post.

Un visitatore (Marc Lewon) ha commentato in questo bel post le sue riflessioni sulle corde del liuto rappresentate in questo dettaglio degli intarsi e come il loro curioso aspetto “morbido” coincida con le indicazioni di altri trattati successivi (Hans Gerle, 1546 e Adrian Le Roy, 1574).

Robert de Visée, Pièces en A mi la

Ho cercato in varie registrazioni e con un certo stupore ho rilevato che, per quanto ho potuto trovare, nessuno aveva registrato i brani in A mi la di Robert de Visée dal manoscritto Vaudry de Saizenay.

Con una buona dose di hybris ho messo quasi tutti i sopradetti brani in un ordine che io trovo gradevole: potete scaricarli da QUI e dirmi se pensate che costituiscano una Suitte (sic) accettabile.

La sostituzione dei legacci

All’improvviso mi accorgo che tutto il mio tempo libero è stato assorbito dalla tiorba, in modo particolare da Robert de Visée (da cui non riesco a separarmi) e da Kapsberger (che dovrei decidermi a studiare meglio…).
A proposito di Kapsberger poi, non riesco a liberarmi dalla tentazione di pensare che il ben noto ritratto dell’uomo con il chitarrone di Van Dyck sia dedicato a lui. Solo un blink 😉

Tornando al tema di questo post, non credo che siano in molti ad amare svisceratamente l’inevitabile sostituzione dei tasti/legacci dei propri strumenti. Mentre cercavo tutt’altro, sono caduto sulla pagina del liutaio francese Gwendal Le Corre (begli strumenti da studio – tra l’altro – e non cari…) che ha pubblicato una breve documentazione fotografica sulla sostituzione dei tasti. E’ talmente ben fatta (per una volta…!) che ho pensato che dovessi prenderne nota.
Non trovo più l’indirizzo originale da cui l’ho scaricata, ma potete trovarla QUI.

Anthony Rooley a proposito del liuto e della sua musica

Un bellissimo intervento di Anthony Rooley (segnalatomi da Davide Rebuffa): “La musica non è nient’altro che una decorazione del silenzio” (Marsilio Ficino).

Purtroppo non sono riuscito a trovare la provenienza di questa citazione!

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=IDX2Qlujg5g?feature=oembed&w=500&h=281] 

Marsilio Ficino – Lettera a Domenico Beniveni sui principi della musica

Non ho mai abbandonato la convinzione che caratteristica fondamentale di un liutista (e non solo, naturalmente) sarebbe possedere una formazione musicale il più possibile simile a quanto conoscevano e praticavano i musicisti del Rinascimento.

A questo proposito segnalo la traduzione italiana della lettera che – forse nel 1484 – il noto filosofo italiano Marsilio Ficino indirizzò a Domenico Beniveni (1460-1507), membro dell’Accademia Platonica Fiorentina sui principi della musica.

In poche, dense righe Marsilio espone i principi della musica da una prospettiva pitagorica e neoplatonica: di lettura molto piacevole, anche se non sempre agevolissima, si rivela un riassunto geniale delle basi della teoria rinascimentale.

Collezione di intavolature per liuto barocco (11 e 13 cori) e tiorba

Una grandissima quantità di fac-simili (al momento 198) è stata raccolta da un generoso liutista sul ben noto sito Scribd.
La segnalazione mi è giunta tramite una delle tante liste che continuo a frequentare e mi è sembrata talmente importante da meritare di essere indicata a tutti coloro che suonano il liuto barocco.
La raccolta si intitola significativamente Baroque Lute Tablature Collection ed è consultabile QUI.

Sono disponibili importanti manoscritti (Vaudry de Saizenay, Barbe, Milleran,Bach, etc.) come pure edizioni a stampa francesi e tedesche (Perrine, Fleury, de Visée, Le Sage de Richée, Kohaut, Weiss, etc.

Sarebbe di grandissima utilità per tutti compilare un analogo “contenitore” per il periodo elisabettiano. Solo una proposta 😉

L’Air de Cour en France

AirdeCourDa un paio di giorni ho ricevuto dalla segreteria della Sommerakademie – Alte Musik la comunicazione che Jakob Lindberg preparerà per il concerto conclusivo un arrangiamento di Ballets de cour di Robert Ballard.

Mi sono così ricordato che da mesi (sic!) avevo intenzione di pubblicare il link al bel libro della musicologa Durosoir dedicato a L’Air de Cour en France.

Anche se solo parzialmente, potete leggerlo qui: Georgie Durosoir, L’Air de Cour en France, Mardaga 1991