Bakfark, Harmoniarum musicarum in usum testudinis…, Kraków 1565

Schermata 2009-10-29 a 14.29.51 Il Münchener DigitalisierungsZentrum si arricchisce di opere di interesse eccezionale anche per i liutisti.
Su segnalazione del liutista giapponese Toshiaki Kakinami, ma anche con l’aiuto della ben nota lista anglosassone, riporto il riferimento all’opera dell’ungherese Bálint Bakfark, Harmoniarum musicarum in usum testitudinis factarum, tomus primus, pubblicato a Kraków nel 1565.

Affinché non si pensi ch’io legga solo musica per liuto barocco 🙂

Francesco e io

Raffaello Sanzio, Studio di un giovane liutista, Biblioteca Relare di TorinoPrigioniero del mio eterno nomadismo tra Portogruaro e Torino, mi trovo costretto a selezionare con estrema cura la biblioteca che può seguirmi nei miei spostamenti: cinque, sei libri di intavolature al massimo. Già appaio ridicolo ai più per il quantitativo di bagaglio al seguito e non tengo particolarmente a caricarmi oltre.

Il nuovo 6 cori ha focalizzato ulteriormente i miei (facili) entusiasmi, fornendomi l’opportunità di non guardare molto oltre il repertorio che desideravo.
La copia del Ness reperita lo scorso anno su eBay è diventata parte integrante della mia borsa della musica, fino a diventarne la componente principale.
E così è iniziata l’immersione totale nel repertorio di Francesco, fascinazione da cui non riesco ad emergere. Un ricercare dopo l’altro, la sua musica merita sicuramente l’iperbolico appellativo di “Divino”, elargitogli da più di un contemporaneo.
Vi segnalo la nuova pagina che Martin Shepherd
dedica a Francesco Canova da Milano e in particolare i riferimenti alle opere a lui attribuibili nel Manoscritto di Siena (il riferimento è alle note che Richard Falkenstein ha scritto nell’allegato all’interpetazione di Jacob Heringman).

Vorrei poter finalmente citare l’edizione della biografia scritta dall’eruditissimo Franco Pavan, ma la sua Tesi di Laurea circola unicamente in fotocopia. Sono particolarmente grato a Massimo Lonardi per avermi messo a disposizione (a tempo di fatto indeterminato) la sua copia.

Preso nei miei infantili entusiasmi ho anche particolarmente apprezzato (e riletto più e più volte) l’articolo di Maria Grazia Carlone pubblicato sul Vol. XXXIV del Journal of the Lute Society of America”, intitolato “A Trip to Venice in 1530 by Francesco da Milano”.

In conclusione passo la maggior parte del mio (poco) tempo di liutista su Francesco, cercando passo dopo passo una via d’uscita nel laberinto dei suoi contrappunti, ipnotizzato dalla straordinaria grazia della sua musica.
Perfettamente cosciente dei miei modesti risultati, non sembra tuttavia possibile ripiegare su un autore meno complesso, per lo meno finché continuerà questa impossibile fascinazione.

Musica per liuto stampata nel XVI secolo: un’utile elenco

NonsempersicCi sono sicuramente altre fonti per lo studioso, ma la bibliografia compilata dal Dr. Gary R. Boye mi sembra, nella sua scarna essenzialità, una delle più utili e facilmente consultabili.

A partire dalla Home Page si accede a un lungo elenco che comprende gli strumenti che principalmente ci riguardano:

Non mancano inoltre una cronologia di tutte le intavolature a stampa e neppure un elenco alfabetico dei compositori e dei Tipografi.

Un bellissimo lavoro di cui io consulto spesso la sezione dedicata al liuto, che vi consiglio di inserire tra i preferiti come strumento di lavoro abituale.

Ancora a proposito di Marco da L’Aquila

Al recto del foglio 29 dell’ “Intabolatvra de levto de diversi autori…” che Casteliono edita nel 1536 a Milano inizia la seconda delle tre Fantasie di M. Marcho Da Laquila.
Se avessi a portata di mano uno scanner non potrei esimermi dal caricarla sul blog perché, a mio parere, contende ragionevolmente il trofeo di miglior Fantasia composta nella prima metà del ‘500, almeno in Italia.
Marco da L’Aquila non cessa di stupirmi per la ricchezza del contrappunto e la complessità del tessuto musicale, con continue imitazioni e senza mai permettere alla musica di arrestarsi.
Pochissimi virtuosismi (anzi nemmeno uno) e un utilizzo della tastiera che non si spinge oltre il VII tasto, eppure un fascino speciale, diversissimo dalle aeree composizioni di Francesco Canova da Milano e infinitamente distante dalle raffinate danze di Pietro Paulo Borrono, abbondantemente rappresentati nel resto del volumetto.
Negli anni Massimo mi ha insegnato a distinguere tra le durezze proprie della musica rinascimentale e i banali errori di stampa, errori che possono improvvisamente dare un sapore di “samba” a un Ricercar di Francesco Spinacino, tradendo un clamoroso (e comico) refuso, non un guizzo armonico fuori posto.
Arthur J. Ness (cfr. qui) ha messo da tempo a disposizione alcuni brani di Marcho (così la grafia di Casteliono), tra cui un particolarissimo preludio che nei suoi continui “arpeggi” (orrore!) ottiene lo stesso effetto con una tecnica completamente diversa.
In entrambi i casi è riconoscibilissimo l’estro di un autore che avremmo potuto conoscere meglio, se vicissitudini politiche e forse finanziarie non avessero permesso a Ottaviano Petrucci di Fossombrone di essere il prescelto a dare alle stampe le prime opere per liuto, nonostante Marco avesse ricevuto nel 1505 un privilegio decennale dalla Serenissima per la pubblicazione di opere per liuto.
Di lui ci restano così un pugno di interessantissimi brani, che curati prima da Paul O’Dette sono in corso di pubblicazione per i tipi della LIM.
Appena avrò conferma della disponibilità dell’edizione ne darò comunicazione su questo blog.

Il manoscritto Herwarth 1511B dalla Bayerische Staatsbibliothek

HerwarthCome spesso accade, sulle varie mailing lists circolano informazioni che valgono la pena di essere segnalate.
Indico perciò la dissertazione di Douglas William Beasley presentata alla University of North Texas nell’agosto del 2007. Il tema riguarda il Mss. Mus. 1511B conservato nella Collezione Herwarth della Bayerische Staatsbibliothek e soprattutto contiene una completa edizione e relativa trascrizione in notazione moderna dell’intero contenuto del manoscritto!
Molti brani risultano inediti.
Vi consiglio di scaricarla da QUI rivolgendo un pensiero riconoscente alla liberalità con cui questo materiale è stato messo a libera disposizione di tutti noi.

Da Spinacino a Capirola: una curiosa citazione

Capirola_2Sto passando molto del mio tempo liutistico sui due autori succitati.
Durante il penultimo incontro, mentre suonavo il Recercare che inizia al verso del folio 52 del Libro Primo di Francesco Spinacino, Massimo mi indica la 33a misura e inopinatamente mi dice che esattamente lo stesso passaggio si trova nel Recerchar Primo di Vicenzo Capirola, ma integrato meglio nel tessuto musicale del brano. Non lo sapevo. Cerco la mia copia del manoscritto di Capirola e inizio a leggere: verissimo.

La coincidenza non è assolutamente tale, se non fosse che (mi fa ancora notare Massimo) nella citazione di Capirola mancano un paio di misure, rimaste nella penna del copista e semplicemente dimenticate. Se verificate, vedrete che c’è un singhiozzo tra le misure 47 e 48: un breve passaggio manca e va evidentemente preso dalla versione (originale?) di Spinacino.

Spinacino a Tours e on-line

In questo post (ma quanto NON mi piace questo barbarismo!) riportavo l’importante Colloque international dedicato a Spinacino nel V centenario del suo libro a stampa.
C’è chi ha avuto la fortuna di esserci e l’estrema gentilezza di inviare una breve relazione, naturalmente (sic) alla lista francofona. Per chi legge la lingua di Molière consiglio la lettura diretta.

In occasione del Colloque hanno avuto inizio i lavori congiunti dell’Università di Tours, del CNRS (francese!) e di diversi illustri personaggi allo scopo di pubblicare un Corpus des Luthistes on-line.
L’iniziativa non solo è STRAORDINARIA (perdonate l’entusiasmo!), ma si presta a tante sognanti riflessioni culturali: cosa avrebbe pensato Ottaviano Petrucci nel 1507 se gli avessero detto che il suo splendido lavoro di vero artista della stampa musicale sarebbe sopravvissuto non solo a molte generazioni, ma addirittura all’uso stesso della carta?
E l’avventurosa storia grazie alla quale si è salvato questo fac-simile dove la mettete?

Una precisazione importante su Ottaviano Petrucci e Venezia

Img_0010In questo post lamentavo che Venezia non ospitasse una manifestazione adeguata al V Centenario dall’edizione del primo libro di musica a stampa per liuto. Il mio lamento rimane vero, ma Dario si é accollato il compito di ricordarmi che Venezia ospitò effettivamente una mostra dedicata a Petrucci nel 2001: Venezia 1501 e la stampa musicale, anno in cui Petrucci stampava il suo Harmonice Musices Odhecaton A.
Qualche notizia ulteriore sulla mostra è ancora presente sulla Newsletter della Biblioteca Nazionale Marciana, mentre il bellissimo catalogo della mostra (la cui copertina compare molto mal fotografata dal sottoscritto!) è ancora disponibile su LibriBooks.
Il riferimento bibliografico è:

A mia discolpa posso solo invocare che nel 2001 ancora non abitavo il territorio della Serenissima.

Anthony Holborne: nuova edizione

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Ho appena ricevuto per posta i due fascicoli:

Anthony Holborne, Fantasies and Dances, a cura di Dario Pivato, ed. Ut Orpheus

Davvero molto belli. Magari un po’ cari, ma questo è un altro tipo di problema 😉

I miei complimenti a Dario Pivato per l’ottimo e paziente lavoro di edizione e revisione dei manoscritti.

Un invito a tutti i componenti del gruppo Liuto_It a comunicare anche le loro edizioni: già due persone mi hanno dato privatamente notizia di loro testi che usciranno quanto prima per L’Epos di Palermo e che sono decisamente interessanti.

Non credo si tratti necessariamente di pubblicità, tenderei piuttosto a pensare a un buon lavoro di condivisione dell’informazione, in particolare vista la mancanza (per quanto ne so, almeno) di riviste liutistiche (più o meno online) che includano recensioni.