La Società del Liuto ha il suo sito

Con un ritardo importante causato dai miei troppi impegni, pochi giorni fa ho finalmente provveduto a registrare a nome della rinata Società del Liuto il dominio e a sottoscrivere il programma di hosting.

Il puntino sulla ragnatela da cui siamo visibili al mondo liutistico si trova dunque all’indirizzo www.SocietaDelLiuto.IT.

Il Vice-presidente della Società, Gian Luca Lastraioli, sta prendendosi cura del “tema” e della struttura stessa del sito, con grande competenza e abnegazione.

Suonare in villa

IMG00033-20100531-1539 La giornata di ieri non prometteva particolarmente bene e il Seminario di Filosofia programmato presso Villa Bombarda (ora Furlanis) a Portovecchio sembrava destinato a diventare una cosa complicata.
Invece siamo stati accolti da una giornata primaverile perfetta e io non ho potuto fare a meno di notare che il luogo si presta perfettamente al prossimo incontro della Società del Liuto!
Dopo una bellissima visita ai luoghi, al parco attraversato dal fiume e da tanti altri canali, mi sono rintanato lungo uno di questi e mi sono appollaiato con tutta la mia roba su un parapetto in pietra, più o meno coevo della musica che avrei suonato.
In un’ombra perfetta, circondato dal verde in tutte le direzioni e accompagnato dallo scorrere dell’acqua, ho “rubato” al chaos tre ore di musica. Nessuno intorno, solo qualche zanzara a caccia (NON di musica…)

Villa Bombarda è davvero un luogo speciale e la sua proprietaria di una cortesia rara: spero che la neo-rinata Società del Liuto possa approfittarne il prossimo anno, magari in giornata analogamente meravigliosa.
Sembra un’affermazione idiota (e forse lo è), ma il luogo in cui suonavo aveva un’acustica così particolare, da farmi venire la tentazione di proporre un concerto all’aperto, proprio lì, lontano dai riverberi più o meno archittetonicamente blasonati, di tante sale, chiese e sacrestie, vecchie e nuove.

Sì, lo so, la foto non c’entra un tubo, ma la “giovinetta” di Jack Russell ha contribuito a rendere il pomeriggio un momento di starordinaria leggerezza.

Vaiano: come andò (per me)

IMG_4635 È stato un bellissimo incontro in uno splendido luogo.
Eravamo (mi sembra) una quarantina di persone, di varie provenienze e altrettanto varî livelli di competenza: professionisti, dilettanti (nel senso di chi suona alla ricerca di un pascaliano divertissement), liutai.
La seduta è stata doverosamente verbalizzata e introdotta da Chris Goodwin della British Lute Society e da Enzo Puzzovio che ha davvero speso molte energie e grande entusiasmo per l’incontro.
Mimmo Peruffo, che spesso ho citato su questo blog per il suo lavoro di vera ricerca, ci ha accolti accollandosi la registrazione dei presenti.
Costante moderazione (necessaria) e grandissimo impegno sono stati profusi da Enrico Pacini, un tempo liutaio, che ringrazio per tutto ciò che ha fatto e che -son sicuro- continuerà a fare. La foto di questo post è sua.
Ci siamo incontrati e ri-conosciuti: per me ha significato poter finalmente collegare una fisionomia a una lunga lista di nomi frequentati sempre e solo virtualmente.
Le conversazioni sono state molte: evito di risportarle in questa sede perché si è votato e deciso che la famigerata Liuto_it (per i liutofili semplicemente la lista, per antonomasia), amministrata con abnegazione da Francesco Tribioli, sarebbe stata il luogo virtuale di riferimento.
Alcuni di noi sono stati amabilmente convinti ad accollarsi la gestione di nuove iniziative, cosicché fra un anno ci si possa ritrovare, magari di nuovo a Vaiano con una vera Società Italiana del Liuto, di cui al momento sopravvivono le documentazioni e gli Statuti presso un notaio milanese, anche grazie alla sollecitudine di Mirko Caffagni, Presidente della SIL originaria, e Giorgio Ferraris.

Alle simpatiche conversazioni è seguito un pranzo luculliano dal quale, con una certa qual fatica, siamo tornati ad altre amabili conversazioni.
Mentre noi discutevamo, qualche volta persino animatamente, liutai (io non ho potuto non appassionarmi a Nico van der Waals), case discografiche (E Lucevan Le Stelle con le sue splendide copertine…) e un ben noto editore (Arnaldo Forni) esponevano al piano di sotto.
Anche il buffet della cena è stato un gustosissimo successo (si sarà compreso che nessuno ha sofferto la fame durante questa giornata).
Dopo cena, finalmente, tanta musica: un concerto durante il quale si sono alternati varî musicisti per circa due ore.

Una giornata memorabile in un luogo davvero speciale: da ripetere, assolutamente.

Nota bene: le foto che pubblico son state scattate da Enrico Pacini e ritraggono Gian Luca Lastraioli, Enzo Puzzovio, Terrell Stone e il sottoscritto. Provate a indovinare chi sta facendo finta di suonare 😉

Liutisti (e liutiste) in vacanza…

Villafronte Per chi avesse passato gli ultimi tre mesi lontano da ogni rilevante strumento di comunicazione, sabato 10 aprile (DIECI APRILE!!) si tenta di ricostruire l’inclita Società Italiana del Liuto con l’aiuto di alcuni amici della Lute Society anglosassone (principalmente -se ho capito bene- Enzo Puzzovio) e dell’instancabile Mimmo Peruffo.

Appuntamento presso la Villa Il Mulinaccio di Vaiano alle ore 10 di sabato.

Un ringraziamento davvero particolare va al Sindaco del comune di Vaiano, signora Annalisa Marchi, per aver concesso l’uso della Villa in cambio “d’una cantata”.

Chi non ci sarà perde SICURAMENTE qualcosa…

Cosa ho imparato quest’oggi…

6cori_nuovo Qualche annetto fa Scientific American pubblicava un bell’articolo, corredato di ampio materiale fotografico, a proposito delle misurazioni effettuate su un certo numero di tavole armoniche di violini.
Non ricordo i riferimenti: ero un ragazzino e la rivista circolava in casa.
L’articolo in questione vertva sulle figure di Chladni (date un’occhiata anche qui) che dimostrano in maniera molto interessante l’evidente accordatura di una tavola armonica.
E fin qui il passato…
Da qualche mese sono tombé amoureux del liuto barocco, in particolare del ‘600 francese, ma soprattutto (e vale la pena di dirlo) dello splendido strumento che ho ricevuto da Hendrik Hasenfuss: poco per volta ha cambiato molte delle mie precedento impressioni riguardo il suono che un liuto deve avere e la facilità della sua tastiera, tanto per fare un paio di esempi 🙂
Una spina nel fianco hanno perciò cominciato a essere i mie due precedenti strumenti che, non completamente abbandonati nelle loro custodie, hanno cominciato a sembrarmi rigidi e scomodi.
Il liutaio Filippo Lesca (niente sito web per lui, mi dispiace!) ha lavorato sul 6 cori e lo ha reso decisamente più agevole, ma con i suoi 63cm di corda vibrante continuava a sembrarmi impossibile. (È interessante notare che fino a luglio mi sembrava uno strumento tutto sommato molto morbido).
In conclusione oggi ho riportato il 6 cori alla sua originale altezza del I coro: un bel Fa# e, come per incanto, lo strumento ha riacquistato un numero di bellissime, dolci sfumature.
Non basta argomentare che, ovviamente, le corde meno tese risultano ben più morbide: è proprio il timbro del suono a essere mutato! Più scuro, più sensato, meno stridulo.
Il cantino rimane da sostituire perché nessun filo da pesca renderà mai ragione del suono di un vero liuto, ma lo strumento ha ripreso una vita che aveva, evidentemente, perso da qualche mese.
Non posso che domandarmi quale risposta darebbe un’analisi basata sulle figure di Chladni condotta sulla tavola armonica del mio dieffopruchar (sic), ma ho imparato che se un liuto nasce per essere intonato in Fa# (sempre supponendo un bel la a 440 Hz) forse può valere la pena di lasciarlo essere se stesso.

Ordinerò una nuova tracolla da José Ahumada e ricomincerò a godermi il Rinascimento italiano su questo piccolo strumento, che solo a dargliene la possibilità sfodera una personalità sorprendente.

Comperare un liuto senza incontrare un liutaio

Dopo averlo promesso per lungo tempo, ho finalmente aggiunto una lista dei sisti consultabili per l’acquisto di liuti usati. Sulle esperienze che si possono fare in questo campo non mi dilungo 😉

Ringrazio in modo tutto particolare Matteo Simone per aver accolto l’ eredità di Federico Marincola ed essersi accollato così la gestione della pagina italiana degli Strumenti in vendita.

Sur un Luth

Rubo senza ombra di vergogna questa deliziosa poesia di Mellin de Saint-Gelais dal ricchissimo sito di Richard Civiol, luth-librairie.

O luth, plus estimé présent
Que chose que j’aye à présent,
Luth, de l’honneste lieu venu
Où mon coeur est pris et tenu,

Luth qui responds à mes pensées,
Si tost qu’elles sont commencées
Luth, que j’ay faict assez de nuictz
Juge et tesmoin de mes ennuys,

Ne pouvant voir auprès de moy
Celle qui t’eust auprès de soy,
Je te supply, fay moy entendre
Comme, touchant à la main tendre,

Ton bois s’est guarenty du feu
Qui si bien esprendre m’a sceu
Et s’il se pourroit bien esteindre
Par souvent chanter et me plaindre.

Que pleust à Dieu, Luth, que ta voix
Peust aller où du coeur je vois,
Tant que mon tourment bien ouy
En peut rapporter un ouy.

Lors tu me ferois plus de grace
Qu’onc n’en feit la Harpe de Thrace
Qui faisoit les montagnes suivre,
Car tu ferois un mort revivre.