Il destino del liutista

Esopo_liutistaGiovedì durante la pausa pranzo mi sono imbucato per pochi minuti nella biblioteca di Portogruaro: volevo dare un’occhiata in giro e magari sfogliare qualche rivista.
Scorrendo la bacheca ho notato una rivista a me ignota, Alumina, che in esergo riporta “Quando il libro era un’opera d’arte”.
Mi tuffo a sfogliarla e scopro tante splendide riproduzioni di minature da manoscritti del XV e XVI secolo: per 10 euro a numero sono di notevole qualità.
Tra gli articoli dell’ultimo numero mi colpisce particolarmente quello dedicato al ms. Spencer 50, custodito alla New York Public Library. Contiene le favole di Esopo nel testo greco e fu ordinato da Lorenzo de’ Medici per il figlio Piero che, pare, iniziava in quel periodo il proprio studio della lingua greca.
Le deliziose miniature furono eseguite da Francesco di Antonio del Chierico e dalla sua bottega.
Belle notizie, ma perché dovrebbero interessare un liutista? E’ presto detto: secondo l’uso interpretativo ancora in voga nell’Italia del Rinascimento, i personaggi sono rappresentati in situazioni sociali e culturali coeve dell’illutratore e del lettore, perciò la favola dedicata allo sfortunato suonatore di cetra (senza talento) che vien cacciato a sassate dal suo pubblico viene da Francesco illustrata con una brevissima sequenza il cui protagonista è – per l’appunto – un liutista.

Non faccio altri commenti: mi limito a includere una riproduzione dell’illustrazione per vostra personale edificazione e riflessione.

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