Liuto notturno

Da alcune settimane cerco – con scarso successo – di ritrovare un bel suono: l’ho abbandonato in montagna, dove suonavo molto a lungo ogni giorno e l’ambiente mi era particolarmente congeniale.
Forse anche il troppo stress dell’ultimo mese ha congiurato, e le ore di musica quotidiana si sono fatte pochine pochine, fino a raggiungere quello che Massimo definirebbe il “minimo sindacale”.
Ma questa sera è diverso, ed è dura dover smettere. Ho sostituito un tasto o meglio l’ho riciclato (biecamente girato dalla parte opposta) e la mano è delicata per l’ora tarda e il silenzio irreale che si è generato: fa così freddo che nemmeno i consueti casinari della sera sono in circolazione. Gaultier suona bene e Mouton anche, Mademoiselle Boquet è sentimentale al punto giusto e le distanti canzoni irlandesi del Balcarres hanno quel tanto di nostalgico che dovrebbero avere.
Peccato sapere con estrema precisione che questa magia non riesce a comando, ma per stasera l’ho davvero gustata.

Musica mentis medicina mestae

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