Jon R. Snyder, L’estetica del Barocco

Estetica_Barocco Non sono riuscito ad avvicinarmi al Barocco senza mettere in questione la mia formazione sull'estetica del periodo: la storia della letteratura e quella della filosofia tendono a sorvolare elegantemente il '600, con poche informazioni su Giovan Battista Marino, reo di essere di non leggerissima lettura, e sui suoi epigoni.
Da torinese di nascita il Barocco non è ovviamente un'esperienza nuova: sono cresciuto assaporando i tanti Palazzi della città, il Castello del Valentino e ascoltando ore ed ore di musica Barocca dalla catena audio di mio padre, assiduo frequentatore in pectore del Barocco veneziano e tedesco.
L'impressione è di avere un'idea relativamente chiara di quali siano le linee guida del '600, cosa portino nell'anima i suoi autori (e autrici) e -naturalmente- a cosa facciano riferimento gli insopportabili nastri e sete che abbondano nei ritratti dei musicisti che ci hanno preceduto.
Ma non basta aver riflettuto su una (o tante?) facciate, torinesi o romane o ancora splendidamente veneziane, amato l'Estasi di santa Teresa del Cavalier Bernino, specie dopo aver cominciato a leggere le dotte introduzioni dei volumi che il CNRS francese dedica ai liutisti.

Dopo una veloce ricerca bibliografica ho scelto il libretto di Jon R. Snyder, L'estetica del Barocco, Il Mulino, Bologna 2005.

Nella collana davvero molto bella curata da Remo Bodei per l'editrice Il Mulino e significativamente intitolata "Lessico dell'Estetica" sono disponibili altri testi che, in una trattazione affrontabile anche da non specialisti, mi sembrano di particolare utilità al musicista per inserirsi in un alveo interpretativo coerente con le altre discipline dell'arte.

Un bellissimo libro, agile e informato, da leggere e rileggere.

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