Musica mentis medicina mestae

DSCN1213Nei momenti più complessi, cos’altro si può desiderare se non di ritirarsi “in angulo cum libro” per lasciarsi affascinare da musica sempre nuova e sempre diversa?

Questo è ciò che mi capita da quando la consegna del nuovo strumento mi ha costretto ad avvicinarmi al liuto barocco. Per cinque anni mi sono abituato a sonorità, tecnica, accordatura e scrittura tra loro almeno in parte coerenti: il XVI secolo e le sue infinite sfumature contrappuntistiche, con la difficoltà tecnica costituita dalla musica elisabettiana, abilmente nascosta sotto la preferenza (reale) per il mentalizzato contrappunto italiano.

Non posso ricredermi: mi distacco con enorme difficoltà dalle abitudini costruite e consolidate in questi ultimi cinque anni di studio amorevole e appassionato, tuttavia i 32 brani raccolti da Anthony Bailes e pubblicati da Tree Edition mi trasportano lentissimamente verso un mondo differente, dominato dallo style brisé e da sonorità e tecnica affatto diverse.

Bellissima musica, probabilmente semplice (“Easy pieces”), ma il pollice cerca dei cori cui non era abituato e io tento di non guardare la mano destra a ogni movimento.
Non tanto facile, in fondo 😉

Ma la viziosa curiositas che inficia il paziente lavoro dello studioso (che io non sono) mi spinge a saltare da un libro all’altro, da un fac simile al successivo, da un autore complesso al prossimo: ben lontano da quanto Paul O’Dette dice nella sua ultima intervista (sul Lute Quarterly della Lute Society of America), non ho certo intere giornate a mia disposizione per lo studio.

Ma leggo e provo a suonare,e la musica si fa medicina della mente.

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