A Venezia tutti sanno cos’è un Liuto!

Ho appena finito di rispondere a un messagio sulla lista del liuto in inglese: un giovane curioso pubblica una foto di un tipico, orrido liuto-chitarra di origine tedesca e domanda quanto comuni siano certi strumenti.
Un lettore tedesco risponde che nel suo paese sono comuni e correntemente utilizzati in molte fiere in cui si rievoca il Rinascimento.
La risposta sembra ovviamente orrida, m a Vi invito a riflettere un attimo.
Lo scorso anno entravo alla Fondazione Querini Stampalia di Venezia con il mio liuto nella sua custodia Kingham e un gruppo di ragazzi mi domandava di che strumento si trattasse. “Liuto”, rispondo io.
Dopo dieci secondi ho sentito una voce nel gruppo sussurrare: “Deve essere uno strumento a fiato!”

La morale mi è sembrata ovvia: forse è meglio lasciar circolare delle imitazioni un po’ grottesche dei liuti, ma che molti sappiano ancora di cosa si tratta.
L’alternativa è passeggiare nella città in cui nel XVI secolo ogni casa possedeva un liuto, vederne raffigurati in ogni chiesa, ma rendersi conto che, nonostante i nostri purismi, nessuno più sa nemmeno cosa sia un liuto.

2 pensieri riguardo “A Venezia tutti sanno cos’è un Liuto!”

  1. Dobbiamo prendere atto del fatto che la maggior parte della gente non ha mai sentito nominare uno strumento chiamato “liuto”, e di solito lo associa a uno strumento a fiato — per assonanaza con il flauto, immagino. Purtroppo è così e ormai me ne sono fatto una ragione: ho perso il conto delle volte che ho dovuto spiegare cosa fosse un liuto e che no, non ci si soffia dentro. Per non parlare delle bizzarre congetture che ho dovuto sentire a proposito della custodia dell’arciliuto o della tiorba: secondo alcuni contengono un flauto (!), secondo altri una chitarra, un violoncello, un contrabbasso, un trombone, una tampura (!), una viola da gamba. Ma un semplice, banalissimo liuto, strumento raffigurato in migliaia di quadri dal Rinascimento al Barocco, quello no, mai.
    In un recente concerto del mio trio (violino, viola da gamba e tiorba) uno degli organizzatori si è sentito in dovere di presentarci al pubblico: «Questa sera si esibirà un trio d’archi (!)», ha esordito; e pensare che un brano, una sonata di Buxtehude, l’avevamo già anche suonato, per cui (teoricamente) avrebbe dovuto capire che tipo di sonorità ha la tiorba e che non si tratta esattamente di uno strumento ad arco… Il nome stesso della tiorba viene storpiato nei modi più diversi: piorba, chiorba, ghiorba, torba…
    Il fondo, però, lo si tocca quando si mette piede nella conoscenza che la gente ha del repertorio antico: mi è capitato più di una volta, dopo aver spiegato che lo strumento che avevo tra le mani era una chitarra BAROCCA sentirmi rispondere, trionfanti, «Ah, ma allora tu fai musica medievale!!»

  2. Grazie del commento, Fabio.
    Per fortuna in Germania lo stesso gioco di domanda e risposta dà risultati maggiormente positivi. Grazie ai cosiddetti “Wandervoegel” e ai loro atroci falsi liuti, molti hanno in soffitta uno strumento che somiglia a un liuto, e ne riconoscono perciò il nome.
    Meglio di niente…

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