Corde doppie o singole?

Ahi, ahi.

Da quasi novizio ho sollevato una discussione di cui mi rallegro 🙂
Pubblico perciò la lettera che Giorgio Ferraris mi ha inviato.

Ciao Luca
Il tuo nuovo blog è interessante, ben scritto e permette subito alcuni spunti di discussione. Ho letto quanto vi è scritto sull’arciliuto italiano. Mi pare di capire che parlando di arciliuto, liuto attiorbato o liuto barocco italiano sia indifferente montare corde semplici sui bassi, sia che lo strumento abbia la tratta lunga sia che abbia la tratta corta; questo grazie alle corde moderne. Il discorso “ usiamo cori singoli tanto ci sono corde moderne” è, a mio avviso, profondamente sbagliato e mi trova in totale disaccordo. Vale a dire:

  • Storicamente, in linea generale e con possibili eccezioni, lo strumento corto aveva ordini doppi anche nei bassi mentre lo strumento a tratta lunga poteva averli singoli. Se li facevano così sapevano anche farli suonare adeguatamente.
  • La corda semplice moderna non semplifica ma cambia; se si vuole semplificare perchĂ© non montare tutto lo strumento con corde semplici?
  • A questa soluzione ci ha giĂ  pensato il liutista tedesco AndrĂ© Burguete che ha inventato anni fa, e me lo ha mostrato di persona, un barocco tedesco “semplificato” con tutte le corde semplici. Dichiarava di voler aprire il mercato ai chitarristi e cercava una soluzione piĂą semplice di quella originale.
  • Rendere le cose “semplici” o “ voler aprire il mercato ai chitarristi” è lo stesso aspetto del problema: si evita il discorso storico e si inventa qualcosa di diverso. Per caritĂ  si può fare tutto ma dichiariamolo apertamente.
  • Ammettiamo anche di ”semplificare”: ma che cosa? L’accordatura? Se uno non è in grado di accordare un arciliuto non accorderĂ  nemmeno un liuto (il dilettante di Mattheson). La tecnica? Il liuto con molti ordini richiede ovviamente una tecnica diversa da quello con sei-sette ordini. Provate a far suonare un barocco tedesco con il “pollice dentro”! Le corde sbattono? Non è vero: è sempre un problema di tecnica strumentale e di materiale con cui sono fatte le corde.
  • Ho montato e sperimentato ormai da oltre dieci anni e con strumenti diversi, le corde in budello appesantito di Peruffo che funzionano a dir poco benissimo. Sapete che sono meglio, ma molto meglio di quelle moderne?
  • La presenza della corda doppia ottavata ha delle conseguenze immediate sul suono e sul timbro: se non avete un liuto attiorbato provate un liuto barocco tedesco e ve ne accorgerete. Provate ad esempio ad incordarne uno con cori semplici o all’unisono: come minimo vi rendereste ridicoli di fronte a suonatori di musica francese (Chris Wilson) o ai weissiani come North, Barto e Cardin. PerchĂ© per il liuto italiano dovrebbe essere diverso?
  • Infine ci sono costruttori italiani che per l’arciliuto sono almeno al livello di quelli citati nel blog. PerchĂ© andare all’estero?

Concludendo: Diana Poulton, sul problema dei bassi singoli o doppi avrebbe chiesto subito “mi dai delle evidenze storiche poi ne discutiamo”. Con tutto il rispetto per chi sostiene la teoria dei bassi semplici sull’arciliuto italiano, ribadisco di essere dalla parte della storiografia liutistica e contro le “semplificazioni”. Poi fate, ovviamente, come volete.
Grazie per l’attenzione.

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